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Acqua pubblica buona e sicura, Pistoia segna il record

26 Ottobre 2011 -

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Ai tre erogatori pubblici di 'acqua alla spina' installati in città, se ne aggiungeranno nel 2012 altri due per soddisfare il crescente consumo dei cittadini, che ha già superato gli 8 milioni di litri

Sono sempre più numerosi i comuni toscani che scelgono di promuovere il consumo di acqua pubblica come strategia di tutela ambientale. Un utilizzo incentivato sia con l’installazione di fontanelli pubblici di acqua alla spina liscia e gassata, distribuita gratuitamente, sia con la diffusione sempre più capillare di acqua ‘del rubinetto’ nelle mense scolastiche, sia attraverso gli investimenti sulla potabilizzazione e il miglioramento della qualità dell’acqua erogata dagli acquedotti comunali. Una tipologia di intervento, quest’ultima, che ha visto ad esempio Capannori ristrutturare lo scorso anno con il progetto “La Via dell’Acqua” quindici vecchie fontane pubbliche, mentre proprio in questi giorni Pontassieve ha inaugurato il nuovo impianto di potabilizzazione destinato a fornire il doppio di metri cubi di acqua buona (da 300 metri cubi all’ora a 600 metri cubi) ai cittadini di Pontassieve e Pelago, investendo quasi 7 milioni di euro.

In questo panorama una posizione di primo piano è occupata da Pistoia. Il comune pistoiese registra infatti ad oggi un consumo complessivo di acqua alla spina, erogata dai tre fontanelli presenti in città dall’inizio del 2010, di oltre 8 milioni di litri, aggiudicandosi il primato tra tutti i comuni italiani. E la richiesta da parte dei cittadini aumenta, tanto che il comune installerà nel 2012 altri due distributori, per un investimento di 82 mila euro che vanno ad aggiungersi ai primi 120 mila.

In termini di impatto ambientale, le cifre non sono da poco. L’attivazione dei fontanelli ha consentito di evitare finora il consumo di 5 milioni e 400 mila bottiglie di plastica da un litro e mezzo, pari a oltre 240 tonnellate in meno di rifiuti di plastica da smaltire. Perché se è vero che il Pet si può riciclare, non è da dimenticare che il processo non è gratis, e lo smaltimento comporta l’emissione di Co2 in atmosfera.

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