Le statistiche elaborate dalla Regione Toscana per l'anno 2009 parlano chiaro: la media reddito denunciata dalla popolazione aretina intorno ai 20.916 euro è un preoccupante indicatore di un elevato livello di evasione fiscale, come accertato in seguito a recenti operazioni condotte nella provincia di Arezzo dalla Guardia di Finanza, una perdita economica al quale il comune è fermamente deciso porre un freno.
L'offensiva del comune di Arezzo contro l’evasione fiscale è partita immediatamente, attraverso un'attenta attività di analisi delle dichiarazioni non veritiere che consentono di avere servizi pubblici a danno di chi ne avrebbe davvero la titolarità.
Il sindaco, in seguito alla 70 denunce che il comune ha inoltrato alla Procura della Repubblica per falso e truffa aggravata, ha tenuto a sottolineare che nelle prossime settimane il comune di Arezzo si farà ulteriormente parte attiva nella battaglia. “I dati sui redditi degli aretini devono far riflettere tutti. Siamo di fronte ad evidenti fenomeni di evasione che hanno riflessi anche nell’accesso ai servizi pubblici. Utilizzeremo pienamente la possibilità che adesso ci viene offerta di “incrociare” le diverse banche dati disponibili”.
“Un’offensiva – ha sottolineato il sindaco Fanfani – che porteremo avanti con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati e, in particolare, di giovani legali ai quali affideremo il compito di seguire le cause".
Le dichiarazioni mendaci per accedere ai servizi per l’infanzia sono le più svariate: reddito, numero dei componenti la famiglia, persone occupate… “E’ importante il rispetto assoluto delle regole e delle norme – ha detto il sindaco Fanfani, insieme agli assessori De Robertis e Donati. Il danno più grave che queste false dichiarazioni comportano sono per quelle famiglie e quei bambini che si vedono “passare avanti”, nell’accesso alle scuole, soggetti che non ne avrebbero diritto”.