Da oggi, 8 febbraio, Chiusi prova a vivere in condizioni di normalità. I momenti più difficili sono alle spalle. Tra questi, il salvataggio di diverse persone anche in maniera fortunosa: c’è chi ha dato l’allarme attraverso Facebook, oppure chi è stato localizzato attraverso Google. Le nuove tecnologie e il dialogo diretto con gli amministratori pubblici hanno caratterizzato questa emergenza: il sindaco Stefano Scaramelli ha aggiornato continuamente Facebook, e una newsletter elettronica del Sistema Chiusipromozione ha continuato a dare notizie in tempo reale. Tutto ciò in aggiunta all’ufficio stampa e ai canali più tradizionali della comunicazione.
Soprattutto nei momenti critici, l’informazione diventa preziosa. E a Chiusi, 400 metri di altitudine e quasi novemila abitanti, i giorni scorsi sono stati caratterizzati da situazioni difficili, con decine di persone evacuate dalle loro case rimaste al freddo e al buio.
La macchina comunale, quelle delle altre istituzioni pubbliche e il senso civico dimostrato da tanti cittadini, sono riusciti a far fronte a una situazione in certi casi drammatica, considerando le centinaia di persone che sono rimaste per giorni senza energia elettrica, con temperature polari e difficoltà a mettersi in viaggio.
Una emergenza di cui, in queste proporzioni, non si ha memoria negli ultimi 50 anni, e dove la vicinanza tra amministratori pubblici e cittadini è stata centrale: basta sfogliare i social network per vedere i ringraziamenti sentiti al sindaco e al Comune.