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Bidoni tossici in mare, gli enti locali chiedono alla Grimaldi la rimozione

21 Febbraio 2012 -

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Tavolo tecnico riunito ieri a Roma con Ministeri, Regione Toscana, Provincia e Comune di Livorno. La società armatrice dovrà fare il monitoraggio delle sostanze disperse e un piano di recupero del materiale

La Provincia e il Comune di Livorno hanno partecipato al tavolo tecnico, convocato ieri pomeriggio a Roma dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dove è stato fatto il punto della situazione sui bidoni di sostanze tossiche dispersi in mare il 17 dicembre scorso dal motonave Venezia e sulle ulteriori fasi di intervento. Al tavolo tecnico hanno partecipato, a supporto della Capitaneria del Porto di Livorno (soggetto competente per il recupero di materiale disperso in mare), e oltre alle due amministrazioni locali livornesi, la Regione Toscana, l’Arpat, l’Ispra, i Ministeri della Salute e dell’Ambiente, e l’Istituto Superiore di Sanità.
La partecipazione alla riunione era stata sollecita dalla Provincia e dal Comune, in accordo con la Regione, al fine di condividere con i ministeri interessati e gli altri enti di controllo e salvaguardia ambientale il percorso di verifica sull’effettiva individuazione del carico disperso, sui controlli ambientali e sulle procedure di recupero, anche sulla base di proposte della società armatrice Grimaldi.

Secondo quanto appreso sono stati ritrovati i due semirimorchi e una parte dei fusti, al momento sessanta, in parte ancora integri, in parte deformati dalla pressione dell’acqua e in parte aperti. I rappresentanti della Compagnia Grimaldi hanno reso noto che fin dai prossimi giorni allargheranno il campo di indagine per individuare il resto dei bidoni. Secondo quanto affermato dalla Compagnia, dai primi dati rilevati si ritiene che ci siano stati degli sversamenti, di cui non è possibile stabilire l'entità; per questo motivo nei prossimi giorni i tecnici effettueranno dei campionamenti di sedimento marino, delle acque e del pescato, per determinare la presenza di contaminazioni e/o dispersione di sostanze tossiche nell’area interessata. Il monitoraggio verrà realizzato dalla Grimaldi, ma un certo numero di campioni saranno consegnati a Ispra, Arpat e Istituto Zooprofilattico.

Da tutti i partecipanti all’incontro, che si è protratto fino al tardo pomeriggio, è stata inoltre avanzata alla Compagnia Grimaldi la richiesta di presentare un piano dettagliato per la rimozione dei bidoni, considerata in assoluto l'unica possibilità per la soluzione del problema. La Compagnia si è impegnata a presentare un piano corredato da valutazione dei rischi, che non può prescindere da un'analisi approfondita delle condizioni dei fusti ritrovati in profondità, operazione molto delicata perché occorre evitare il pericolo che il prelievo possa provocare perdite ulteriori.

“Le amministrazioni livornesi - hanno ribadito il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà e il sindaco Alessandro Cosimi - vigileranno con la massima attenzione su tutte le procedure di controllo ambientale e di recupero del materiale, con l’auspicio che la situazione trovi al più presto una definitiva e positiva conclusione”. Altro impegno degli amministratori è quello di dare completa e trasparente informazione ai cittadini sugli sviluppi della vicenda.

 

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Bidoni tossici a Livorno: il punto
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