Igienisti dentali e biologi, ingegneri e psicologi, commercialisti e geometri, geologi e podologi, assistenti sociali e farmacisti, veterinari e periti industriali: in tutto sono 30 le associazioni professionali toscane che ieri, a Firenze, hanno firmato una intesa con Regione Toscana per attivare “tirocini di qualità“.
Fa così un altro passo in avanti – dopo un analogo protocollo con le Università e le Scuole di Alta Formazione e dopo protocolli simili con categorie professionali e istituti bancari – la collaborazione fra Regione e società toscana in vista della concreta applicazione di una recente legge (la l.r. n.3 del 27 gennaio 2011) che prevede la concessione di contributi pubblici anche a quei professionisti che, nei loro studi o laboratori, attivino tirocini e dunque corrispondano ai giovani le dovute indennità.
La legge regionale detta disposizioni - ad esempio sul progetto formativo, sulle coperture assicurative, sulla durata, sui rimborsi spese - che garantiscono le parti sul valore della esperienza formativa chiamata “tirocinio”. Le rappresentanze toscane delle professioni si impegnano dunque sia a diffondere presso iscritti e aderenti tutte le informazioni sui tirocini sia ad incentivarne l’attivazione. E’ prevista inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico tra Regione e rappresentanze professionali con successivi incontri per aree tematiche e ulteriori accordi bilaterali.
La Regione Toscana è la prima, in Italia, a siglare un protocollo d’intesa con le rappresentanze regionali delle professioni. “L’obiettivo è dare regolarità e riempire di contenuti i tirocini formativi”, ha affermato il presidente Enrico Rossi. Nel contesto del progetto “GiovaniSì”, i tirocini di qualità e retribuiti sono, ad oggi, oltre 1.200 con aziende (a oggi circa 1100) che continuano ad aderire ad “aziendesì” il data base a disposizione dei giovani (sul portale www.giovanisi.it).
Complessivamente, hanno aderito al progetto per i tirocini di qualità 86 soggetti istituzionali e non, tra cui le tre centrali cooperative, 16 istituti bancari, tre università, quattro scuole di alta formazione e 30 rappresentanti del mondo giovanile.
115, a oggi, le richieste di giovani che vogliono fare impresa (per una cifra superiore a 8,5 milioni di euro) cui si sommano le 65 pratiche già avviate per nuovi insediamenti nel fare impresa in agricoltura (qui il bando è aperto fino al 31 marzo). Duemila, in totale, i giovani impegnati nell’ambito del servizio civile regionale e oltre 2 mila i giovani che hanno chiesto il contributo sull’affitto.