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Giorno della memoria: le iniziative del Comune di Arezzo

26 Gennaio 2012 - - Comune di Arezzo

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Come ogni anno si avvicina il 27 gennaio e il Comune di Arezzo organizza una serie di eventi per le celebrazioni del Giorno della Memoria

Luciano Ralli, Presidente del Consiglio Comunale: “la ricorrenza è dedicata al ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, e l’Italia, come moltissimi paesi europei, con la legge 211 del 20 luglio 2000, ha scelto questa data perché il 27 gennaio 1945 fu liberato il campo di sterminio per antonomasia: Auschwitz. Le atrocità colpirono anche zingari, omosessuali e detenuti politici in nome di una folle ideologia, quella nazista. L’Italia non fu esente da colpe e si macchiò di pagine molto brutte come quella relativa alle leggi razziali del 1938. ‘Capire è possibile, conoscere è necessario’, così si è espresso Primo Levi e io condivido a pieno queste parole. Oggi, a fronte di possibili forme di discriminazione e di strisciante negazionismo, la testimonianza è imprescindibile”.
L’assessore alla cultura Pasquale Macrì: “ho fatto di tutto per avere il teatro Mecenate disponibile per il Giorno della Memoria. Voglio sottolineare il rapporto fra incultura e nazismo: due monumenti al mondo ricordano il dramma del nazismo e sono entrambi a Berlino. Il primo è   collocato dove vennero bruciati i libri, di fronte alla Humboldt Universität,ed è un vetro che cela una stanza vuota, perché chi brucia i libri crea un vuoto incolmabile. Poco distante, c’è un’installazione con centinaia di muri che potrebbero apparire lapidi a prima vista ma in realtà formano un percorso, un labirinto, e l’esperienza che si prova è di disorientamento. Il disorientamento dell’umanità in quel momento storico. Con il concerto di Coen, musicista ebreo di levatura internazionale, migliore conclusione per questi due giorni di monito, di memoria, non potrebbe esserci”.
La direttrice dell’Istituto storico aretino della Resistenza e dell’età contemporanea Tiziana Nocentini racconta brevemente il contenuto del diario che verrà presentato: “Magda Ceccarelli De Grada era nata a San Gimignano nel 1892 ed è morta nel 1985. Il suo diario è una serie di quaderni di esperienze ed emozioni che hanno contrassegnato la vita sua e della sua famiglia dal terribile anno 1938, quello delle leggi razziali, al pellegrinaggio a Piazzale Loreto. Magda rilesse quanto scritto nel 1980, lo trascrisse a macchina, postillandolo e annotandolo ma senza modificarlo. Per quanto ne sappiamo, non cercò la pubblicazione. Pieve Santo Stefano ha restituito memoria a questa vita. Magda Ceccarelli ha rinunciato al cinema per fare la donna di casa e stare dietro ai figli. Proprio nei confronti di uno dei due, Raffaele junior, si legherà in maniera molto forte. Nel 1944 il diario subisce un’interruzione secca al momento del passaggio della Linea Gotica da parte di questo figlio. Agli inizi del 1945 la scrittura riprende con citazioni anche di personaggi che diverranno famosi come Ingrao e Pontecorvo”.

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