Un bando ministeriale per finanziamenti sul lavoro e di aiuto alle famiglie colpite dalla crisi, originariamente pensato per la sola Prato, è stato sfruttato anche da Calenzano, che ha rivendicato così l'appartenenza formale al cosiddetto 'distretto del tessile'. Tra i diversi filoni di finanziamento era presente un accompagnamento alla pensione per chi aveva meno di 24 mesi di contributi mancanti ed era rimasto fuori dai processi produttivi: il finanziamento veniva erogato dietro presentazione di un progetto di impiego dei disoccupati per licenziamento presso i servizi e gli uffici comunali.
I disoccupati aspiranti alla pensione hanno avuto in tal modo la possibilità di svolgere lavori utili e con contributi Inps, mentre il Comune stesso ha usufruito di professionalità per le quali, altrimenti, sarebbe dovuto ricorrere a incarichi esterni.
In particolare è stato svolto un lavoro di riordino e digitalizzazione degli archivi anagrafici, che al Comune sarebbe costato alcune migliaia di euro e che invece, con questa opportunità, è stato realizzato a costo zero.
Tuttavia non sono mancati i problemi nella gestione pratica del bando. "I criteri per l'accesso, fissati dall'allora ministro Sacconi – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Enrico Panzi - erano estremamente rigidi e non modificabili, nonché mal calibrati sulla realtà dei nostri territori: semplificando, occorreva che i richiedenti fossero non solo residenti a Calenzano e in mobilità ma che la loro ultima attività lavorativa si fosse svolta esclusivamente a Calenzano o nel Pratese, e in un'azienda che avesse chiuso - o licenziato - per la crisi. In pratica, chi aveva perduto un lavoro a Sesto o Firenze non ha potuto purtroppo sfruttare quest'opportunità, come ben sanno diversi nostri concittadini che hanno chiesto informazioni al Centro per l'Impiego provinciale".
Altri problemi si sono presentati per i costi dell’operazione che, a causa di un’errata valutazione da parte del Ministero, sarebbero ricaduti in parte sul Comune, cosa che non era sostenibile per il nostro bilancio. Per ovviare a questa difficoltà Calenzano ha trovato la quadratura del cerchio, grazie al coinvolgimento delle cooperative sociali presenti sul nostro territorio, riuscendo a dare questa importante opportunità ai lavoratori licenziati a pochi mesi dalla pensione.
"Personalmente sono molto soddisfatto – ha concluso l’assessore Panzi – perché con il bando di accompagnamento alla pensione non solo abbiamo dato un grosso beneficio per i lavoratori coinvolti, ma abbiamo anche garantito un piccolo ma significativo risparmio per il Comune.
Tuttavia - e tenendo presenti proprio quelle persone che non sono riuscite a rientrare nel bando, per i motivi anzidetti - faccio la mia ormai consueta raccomandazione ai Ministri, chiunque essi siano: non complicate la vita ai Comuni e ai loro cittadini! Trasferiteci fondi senza paralizzarli in una griglia di regole arcane, e lasciate invece che siano i Comuni, che conoscono bene i problemi, a stabilire i requisiti ottimali per dare più risposte a parità di costo".