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«Empoli condanna un atto di violenza razzista sconcertante»

23 Dicembre 2011 - - Comune di Empoli

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Presente in consiglio comunale Hassane Kebe, della comunità senegalese fiorentina: «Giustizia, non vendetta. Grazie per solidarietà».

Nella seduta di ieri (giovedì 22 dicembre) il Consiglio comunale di Empoli ha ricordato l'uccisione di Mor Diop e di Modou Samb, avvenuta a Firenze lo scorso 13 dicembre ad opera dell'estremista di destra Gianluca Casseri. I sentimenti della comunità senegalese fiorentina sono stati espressi dal vice presidente della stessa comunità, Hassane Kebe, invitato a partecipare alla seduta da Sandro Piccini, presidente del Consiglio comunale.  

«La mia presenza qui è per condividere il dolore che ci ha accompagnato in questi giorni - ha detto Kebe di fronte ai consiglieri comunali- e per chiedere giustizia, non vendetta. In Italia gli stranieri vivono una condizione difficile per le leggi che ne regolano la presenza. Non possiamo diventare neanche per un momento disoccupati, perché altrimenti noi, insieme alle nostre famiglie e ai nostri bambini, rischiamo di diventare tutti irregolari da un giorno all'altro. Mentre altri episodi di razzismo accadono, anche in questi giorni, con un altro senegalese che è stato insultato e aggredito di fronte ad una libreria a Firenze. La risposta della comunità fiorentina alla manifestazione del 17 dicembre è stata bellissima e di questo ringrazio, e sono convito che possiamo costruire un mondo migliore nella diversità del pensiero politico, culturale e religioso».

«La strage del 13 dicembre 2011 ha colpito molto anche la città di Empoli - ha detto Sandro Piccini - prova ne sia la partecipazione di tanti empolesi alla manifestazione di solidarietà che si è svolta il 17 dicembre a Firenze. Quello che è successo è l'indice di una violenza sconcertante, di una follia razzista che è necessario isolare e condannare. Rapporti e studi denunciano l'aumento della violenza razzista in Italia. Dobbiamo quindi aumentare il nostro livello di attenzione e la nostra sensibilità a tutto quello che permette di considerare qualsiasi uomo o donna come un diverso. Empoli vuole rimanere una comunità unita nel respingere qualsiasi atto di violenza verso chiunque, una comunità che discute, che litiga, ma che rispetto ai valori fondamentali non si divide, ma reagisce con fermezza a qualsiasi attacco alle libertà di ognuno di noi, indipendentemente dal suo luogo di nascita».

«Le uccisioni e i ferimenti di Firenze rappresentano da soli, con tutta la loro drammaticità la gravità della situazione - ha detto Luciana Cappelli, sindaco di Empoli- ed è compito della politica dotarsi degli strumenti per arginare la diffidenza, la chiusura, il razzismo, l'intolleranza. Poiché il Consiglio comunale presto affronterà l'argomento, credo sarebbe opportuna l'adesione del nostro Comune alla campagna “L'Italia sono anch'io”, che propone di concedere la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori che vi risiedano da almeno  cinque anni e di garantire il diritto di voto alle elezioni amministrative ai cittadini stranieri».

 

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