“In merito alla vicenda inceneritore e alla sentenza del Tar Toscana del 18 novembre, a mio avviso non ci sono né vinti né vincitori. Abbiamo perso tutti indistintamente perché è grave far decidere le sorti dello sviluppo futuro del nostro territorio da un Tribunale amministrativo.
Per troppo tempo la politica, quella con la p maiuscola, è stata contraddittoria, allungando infinitamente i tempi e alimentando speranze difficili per poi alla fine tornare alla realtà ed essere costretti a tirare conclusioni veloci. Dobbiamo saper governare le scelte del territorio, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, mirando allo sviluppo e alla tutela dell’occupazione sicura, come quella legata al polo industriale del Casone.
Il Comune di Scarlino si è sforzato di farlo con la mozione sulla termovalorizzatore di Scarlino del febbraio 2008, che la nostra Maggioranza rivendica ancora oggi, condividendo questo mio comunicato: in quella mozione si definiva un impegno verso il comparto industriale del Casone, specialmente legato al controllo e al monitoraggio con l’obiettivo di migliorare, non subendo passivamente ma tendendo alla fattiva integrazione tra agricoltura, industria e turismo, per salvaguardare territorio e salute dei nostri cittadini.
Con quella mozione abbiamo sottolineato di fatto il nostro impegno alla sostenibilità dell’economia della nostra area industriale, in cui un impianto di incenerimento già presente e funzionante voleva essere trasformato da impianto avulso ad attività integrata e indirizzata dalle scelte della politica, a elemento funzionale nel piano dei rifiuti provinciale, insieme alla riduzione dei rifiuti alla fonte, alla produzione del CDR alle Strillaie e alla chiusura del ciclo.
Con quella determinazione di dominare le dinamiche produttive del territorio, la maggioranza di Scarlino si prese carico del problema quando in molti, esprimendo un NO, rifuggivano semplicemente dalla gestione di un problema articolato e complesso. La scelta fu, ed è ancora, quella di non mediare tra occupazione ed ambiente, tra le ragioni dell’industria e del territorio: un approccio alto che ribadiamo anche oggi, per riprenderci con progettualità e onestà intellettuale gli spazi di governo che servono a garantire i cittadini, i lavoratori, le aziende. E proprio per questi motivi che comprendo le ragioni dei lavoratori di Scarlino Energia che da quindici anni si sentono come un peso per questo territorio, e rinnovo un appello alla Società affinché si faccia carico del futuro di queste maestranze, attuando percorsi non traumatici , garantendo il funzionamento del depuratore, essenziale per la sopravvivenza di tutta l’area del Casone e per la prosecuzione della bonifica della falda acquifera.
Proprio Scarlino Energia recentemente aveva deciso di investire in nuove tecnologie per € 5.000.000 (con il nuovo addensatore di Cdr) ed oggi non sa quale sarà il suo futuro.
Condivido la posizione del Presidente Marras in merito al fatto che la sentenza non debba mettere in discussione né il piano provinciale dei rifiuti, né l’esistenza dell’area industriale del Casone: neanche i giudici mettono in discussione i livelli di sicurezza e i monitoraggi garantiti dall’AIA (predisposta appunto per un impianto di incenerimento).
Nel versante degli atti di concretezza, il Comune di Scarlino si è mosso per incrementare la raccolta differenziata: a Scarlino Scalo c’è il porta a porta e nel 2012 sarà esteso a tutto il territorio comunale, e prima di Natale inaugureremo l’isola ecologica in località la Pieve continuando ad operare affinché sia garantita la tutela ambientale di tutto il polo industriale del Casone.
Concludo senza entrare nel merito della sentenza, che comunque va rispettata e applicata salvo il ricorso al Consiglio di Stato, ma auspico che simili vicende servano per il futuro governo del nostro territorio affinché la politica, le associazioni e le istituzioni sappiano prendersi le responsabilità dello sviluppo calcolando tutto, anche gli effetti secondari delle azioni che questa volta potrebbero essere sfuggiti”.