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Razionalizzare le acque per irrigare meglio e sprecare meno

17 Ottobre 2011 - - Comune di Campiglia Marittima

Articolo

Firmato un protocollo tra Provincia di Livorno, Asa e Consorzio di Bonifica Alta Maremma, che da marzo 2012 sarà il gestore unico delle risorse idriche in Val di Cornia destinate all’agricoltura.

Un protocollo per gestire in maniera unitaria le acque irrigue nel comune di Campiglia. É  quanto hanno sottoscritto firmando il documento lo scorso 13 ottobre, nella Delegazione Comunale di Venturina, la Provincia di Livorno, il Consorzio di Bonifica Alta Maremma e l’ASA - Azienda Servizi Ambientali SpA.
Un percorso sollecitato dagli utenti finali, gli agricoltori, attraverso le loro organizzazioni di categoria, che hanno richiesto al Comune di farsi parte attiva nella promozione del protocollo qualora condividesse la finalità, ovvero la valorizzazione e razionalizzazione della distribuzione delle risorse idriche in Val di Cornia per le acque provenienti dalla Fossa Calda destinate all’agricoltura.

Con questo protocollo saranno gestiti unitariamente gli impianti irrigui della Fossa Calda 1°, 2°, 3° e 4° distretto ubicati nello stesso comune di Campiglia Marittima. Fino ad oggi, a partire dal 1985 la gestione degli impianti del 1° e 2° distretto irriguo della Fossa Calda era affidata al Consorzio di Bonifica Alta Maremma, a Provincia e Regione, mentre il 3° e 4° distretto irriguo erano di proprietà di Asa e gestiti dalla stessa società.
Attualmente, data la disponibilità di ASA a cedere la gestione e la disponibilità del Consorzio di Bonifica Alta Maremma ad assumerla, tutti gli impianti saranno gestiti dal Consorzio. Una volta firmato il protocollo partiranno tutte le procedure tecniche e amministrative per il passaggio di gestione, con la salvaguardia a favore di Asa del prelievo dell’acqua dagli impianti irrigui per il rifornimento dell’acquedotto “Cornia Industriale”.

La gestione unitaria targata Consorzio di Bonifica Alta Maremma andrà a regime nel marzo 2012 ed avrà, nelle previsioni dei firmatari e del comune di Campiglia, un risvolto positivo sotto vari aspetti. In primis la gestione unitaria permetterà una migliore programmazione d’uso delle risorse idriche, una ottimizzazione dei costi di gestione ed una ulteriore “specializzazione” del Consorzio, che negli anni ha acquisito esperienza tecnica nella gestione degli impianti irrigui ed una conoscenza delle esigenze irrigue delle aziende agricole della Val di Cornia.
Questo a tutto vantaggio degli utenti che avranno come unico referente ed interlocutore il Consorzio di Bonifica Alta Maremma; potranno rapportarsi direttamente e più facilmente con il gestore per tutte le problematiche inerenti il servizio; avranno criteri uniformi di accesso ed utilizzo della risorsa idrica.
Si pensa anche che una gestione unitaria accrescerà la possibilità di introdurre innovazioni  e quindi miglioramenti nella qualità del servizio, e permetterà un maggiore coinvolgimento e responsabilizzazione degli utenti nell’uso di questa preziosa risorsa.

Il documento è stato firmato dall’assessore provinciale all’agricoltura Paolo Pacini, dal presidente del Consorzio di Bonifica Giancarlo Vallesi, da Giovanni Panizzi di Asa che ha portato il saluto dell’amministratore delegato Marcello Trebino. Presente il sindaco di Campiglia Marittima Rossana Soffritti e i rappresentanti delle associazioni di categoria degli agricoltori.
Il sindaco ha sottolineato l’importanza dell’obiettivo raggiunto con questo accordo ed ha invitato gli agricoltori attraverso le loro organizzazioni a collaborare appieno con il Consorzio di Bonifica affinché la gestione della risorsa idrica sia sempre ottimale.
L’assessore Pacini ha sottolineato che verso la Val di Cornia c’è e deve ancora svilupparsi l’attenzione all’agricoltura perché è una delle zone più importanti della provincia, dove si collocano più della metà delle imprese agricole del territorio provinciale e dove si concentrano produzioni di qualità che hanno fatto sì che ci sia una buona tenuta anche nella crisi in atto.
Il presidente del Consorzio Vallesi ha messo in luce che i quattro comparti della Fossa Calda serviranno un terreno irriguo di oltre 500 ettari, che con quelli serviti dai laghetti di Riotorto e i futuri che saranno serviti dall’Invaso della Gera, andrà a coprire mille ettari con l’irrigazione proveniente da acqua superficiali. E tutto ciò che si recupera in superficie, non va ad impoverire la falda.
 
Positivo anche il commento di Giovanni Panizzi il quale ha evidenziato che Asa si è resa disponibile al passaggio di gestione conoscendo il valore aggiunto derivante dal fatto che il Consorzio è un soggetto già specializzato in questo settore. Ha anche fatto riferimento alla fortunata idea ereditata dal passato che ha visto la Val di Cornia storicamente impegnata nella ricerca dello sfruttamento delle acque superficiali per l’irrigazione.


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