Circa 150 ragazzi delle classi seconde e terze medie dell’Istituto “G. Borsi” di Castagneto Carducci hanno incontrato lunedì 16 e martedì 17 maggio Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il giovane giornalista e attivista antimafia barbaramente ucciso il 9 maggio 1978. La visita e la testimonianza toccante di Giovanni era stata preceduta dalla proiezione del film “I cento Passi” di Marco Tullio Giordana (uscito nel 2000) e introdotta in alcune classi dall’intervento di Benedetto Randazzo, referente dell’Associazione Libera di Pomarance, che negli anni Settanta ebbe l’onore di essere una delle voci di Radio Aut, lo strumento di Controinformazione Radiofonica, la radio libera fondata da Peppino Impastato.
La possibilità di conoscere direttamente dal fratello la vita, le emozioni, le paure e le speranze di un simbolo della lotta alla mafia e di un leader del movimento giovanile degli anni Settanta, come ha detto l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune Marika Salvadori, è stata per i ragazzi un’occasione unica, colta con entusiasmo e partecipazione. Tante sono state le domande rivolte a Giovanni, sulla famiglia, sul rapporto con il padre, sull’accusa scandalosa di terrorista rivolta a Peppino con l’intento di chiudere frettolosamente quello che era, ma ci sono voluti 25 anni per dichiararlo, un efferato omicidio mafioso.
Peppino aveva e continua a trasmettere, attraverso il film, attraverso la testimonianza viva del fratello, una straordinaria voglia di vivere, di combattere, di cambiare in meglio la sua società.
Un piccolo ma significativo gesto è stata l’intitolazione a Peppino Impastato dello slargo centrale della frazione di Donoratico. Alla manifestazione, con la bandiera della pace in mano, erano presenti il sindaco Fabio Tinti, gli assessori e consiglieri comunali, i ragazzi delle classi medie di Donoratico e, naturalmente, Giovanni Impastato.
Giovanni ha esortato a considerare la mafia non come un fenomeno regionalistico, limitato ad alcune regioni d’Italia: occorre, e questo è l’invito rivolto ai ragazzi ma anche a tutti i cittadini, essere vigili, aprire gli occhi, non accettare le cose con passività. Al contrario, con lo studio, la curiosità, l’impegno e la non superficialità, si può costruire una catena di comuni e solidi intenti, con le istituzioni al fianco dei ragazzi e di tutti i cittadini, uniti nell’impegno a condurre una battaglia per la legalità democratica, per la piena affermazione della Costituzione, per la memoria storica come base per costruire un futuro più giusto.