Comune e Casalp intensificano i controlli sulle morosità relative agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con un duplice obiettivo: da un lato si intende arginare il fenomeno quando questo riguarda gli assegnatari che dispongono di redditi alti per l'edilizia pubblica e che non pagano i canoni "per loro scelta"; dall'altro si intendono supportare, con una serie di aiuti mirati previsti dai Servizi Sociali del Comune, le persone in tale stato di indigenza da non riuscire a pagare nemmeno gli affitti minimi.
Come ha spiegato l'assessore al Sociale Gabriele Cantù nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto a Palazzo Municipale, "l'obiettivo dell'Amministrazione è quello di dare una casa popolare a chi ne ha effettivamente diritto e interesse legittimo. A maggior ragione in un momento in cui la situazione degli sfratti e l'emergenza abitativa si stanno intensificando a causa della crisi economica che il nostro paese sta attraversando".
Il presidente di Casalp Stefano Taddia ha specificato che, per quanto riguarda il primo caso, cioè quello relativo ai morosi con i redditi più elevati, si è deciso di procedere utilizzando anche gli strumenti amministrativi. L'idea è quella di sfruttare al massimo le potenzialità della Legge regionale 96 del 1996, aggiungendo appunto ai tradizionali strumenti civilistici - rappresentati dagli sfratti e dalle azioni di recupero del credito - anche le procedure amministrative disciplinate dall'art.30 della legge richiamata, che prevedono quale conseguenza del mancato pagamento di due mensilità di canone di locazione, la decadenza dall'assegnazione dell'alloggio con tutte le conseguenze di legge.
Precisamente, secondo la legge regionale "la morosità superiore a due mesi nel pagamento del canone di locazione e delle quote accessorie per servizi è causa di risoluzione del contratto, con conseguente decadenza dall'assegnazione". In applicazione di questa norma Casalp invierà a un primo gruppo di assegnatari morosi una lettera di diffida al pagamento entro sessanta giorni, contenente anche l'avvertimento che in caso di mancato pagamento in quel termine il Comune, cui la comunicazione sarà inviata per conoscenza, dichiarerà la decadenza dell' assegnazione.
I vantaggi di questo strumento , che potrà concorrere con quelle ordinari - ha dichiarato Taddia - sono significativi, in quanto sottraggono le procedure di recupero del bene alle norme civilistiche consentendo alla amministrazione di agire con propri provvedimenti e propri mezzi, con tempi molto più rapidi.
Parallelamente, come detto, il Comune terrà in costante aggiornamento gli elenchi delle persone che vivono negli alloggi popolari, e che siano riconosciute in stato di effettiva indigenza (un centinaio, allo stato attuale), tali da non riuscire a pagare nemmeno gli affitti minimi. Per loro il Comune pagherà direttamente i canoni di locazione a Casalp e altre spese, come quelle condominiali e dell'ascensore. Vi sono poi tutta una serie di aiuti per contrastare le povertà dai contributi per il pagamento delle bollette e dei prodotti per la prima infanzia, contributi per libri scolastici ecc) che il Comune metterà a disposizione caso per caso attraverso i propri Servizi Sociali.