L’area di espansione di Roffia, uno degli interventi strutturali previsti dal “Piano di Bacino del fiume Arno - Stralcio Riduzione del Rischio Idraulico”, risulta una delle opere strategicamente più rilevanti a livello regionale sia per il volume invasabile, stimato in circa 18 milioni di metri cubi, sia per la sua estensione, pari a circa 200 ettari, sia per la sua localizzazione, immediatamente a monte di aree fortemente antropizzate ed industrializzate.
Il 13 dicembre scorso è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, la cui ultimazione è prevista entro il 2012. "Un'opera - ha detto l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini - che la Regione ha finanziato con 11,4 milioni di euro per la difesa e messa in sicurezza idraulica della valle dell’Arno, e una delle più rilevanti a valle di Firenze lungo l’asta principale del fiume. Il Bacino di Roffia rappresenta inoltre l’esempio del buon lavoro che ha saputo fare un’amministrazione locale, che si è raccordata con gli enti e con i soggetti coinvolti e sta portando avanti nei tempi e nei modi stabiliti un intervento da 18 milioni di euro”.
“Il livello raggiunto dai lavori è un passo importante nella riduzione del rischio idraulico a valle di Firenze e nel Comprensorio del Cuoio – ha commentato Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Arno. Il progetto preliminare dell’intero sistema di Roffia è stato approvato dall’Autorità di Bacino nel 2004. A dicembre 2007 è stato firmato l’Accordo di Programma attuativo per la realizzazione della cassa di espansione. Dopo qualche ritardo iniziale, rispetto al crono programma previsto si è proceduto speditamente e in 3 anni, nel dicembre 2012, l’opera sarà realizzata. Questo grazie anche al fatto che data la strategicità dell’intervento, il sistema delle casse di Roffia nel 2005 è stato inserito nell’accordo di programma firmato dal Ministero dell’ambiente, dalla Regione Toscana e dall’Autorità di bacino che ha introdotto la cabina di regia, riducendo i tempi grazie un’intensa azione di coordinamento degli enti partecipanti.
"La cassa di espansione di Roffia, realizzata dai Comuni di San Miniato, Fucecchio e Cerreto Guidi - aggiunge Checcucci - è un esempio positivo di realizzazione degli interventi di difesa dalle alluvioni, purtroppo questo rappresenta una caso isolato rispetto alle altre opere previste nel bacino dell’Arno. Infatti, abbiamo risorse spendibili, ma ferme. Per questo, dopo un’esperienza di dieci anni degli accordi di programma con i Comuni è giunto il momento di rivedere il sistema, rendendo più rapidi gli interventi per realizzare le opere di difesa idraulica.”
Gli obiettivi idraulici dell’area di espansione di Roffia sono distinti in obiettivi a scala di bacino, come la difesa degli abitati di Pontedera e Pisa, e obiettivi locali, come la difesa degli abitati di San Miniato, Fucecchio, Santa Croce sull’Arno, San Pierino, San Donato, San Romano e Castelfranco.
L’opera nel suo complesso è costituita da un sistema di quattro casse di espansione, due sulla sponda sinistra e due sulla sponda destra del fiume Arno. Il progetto preliminare generale approvato nel 2004 prevede un importo complessivo di circa 66 milioni di euro per la sua realizzazione.
A seguito dell’approvazione del progetto delle casse di espansione di Roffia, Regione Toscana, Autorità di Bacino del Fiume Arno, Provincia di Pisa, Provincia di Firenze, Comune di San Miniato, Comune di Fucecchio e Comune di Cerreto Guidi, hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa con il quale è stato definito di procedere all’approfondimento progettuale relativo ad un primo lotto funzionale dell’area di espansione di Roffia, “Cassa Piaggioni”, area ricadente interamente nel territorio del Comune di San Miniato.
La cassa di espansione di Roffia è un intervento pianificato a scala di bacino che interessa aree già soggette ad esondazione naturale in cui si tratta di regolarne i fenomeni amplificando la capacità di laminazione dell’area stessa senza aumentare i rischi né per le aree limitrofe né per quelle a valle dell’intervento. L’intera area ricade in classe 4 per la pericolosità idraulica individuata dall’Autorità di Bacino del fiume Arno.
Il funzionamento della cassa di espansione di Roffia prevede una soglia di immissione tramite l’utilizzo di paratoie piane mobili, sistema molto più flessibile rispetto ad un’opera di presa con soglia fissa. L’intervento del I° lotto – cassa dei Piaggioni è iniziato ad aprile 2009 e ad oggi sono stati realizzati circa il 66% dei lavori previsti.
“Vogliamo sottolineare il forte impegno delle nostre amministrazioni – sostengono i sindaci di San Miniato Vittorio Gabbanini, Fucecchio Claudio Toni e Cerreto Guidi Carlo Tempesti – nella realizzazione di quest’opera in collaborazione con la Regione e l’Autorità di Bacino dell’Arno anche con un importante stanziamento di fondi. L’attuazione dei progetti si tradurrà nella messa in sicurezza della zona, con conseguenze positive per tutti i cittadini che vi abitano, non solo nei nostri Comuni, ma anche nel Valdarno inferiore e nella Valdera. Dopo il completamento della cassa di espansione dei Piaggioni, l’impegno si sposterà sul secondo lotto con la cassa di Scaletta.
Le nostre amministrazioni faranno il possibile per velocizzare l’iter burocratico per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione delle opere al bacino di Roffia.
L’opera è stata da subito concepita come opportunità, capace di veicolare, con il suo carico di complessità, esperienza, nuove pratiche anche per il nascente confronto con nuovi strumenti di attuazione degli interventi, Protocolli di intesa - Accordi di Programma Quadro – che, per la pluralità di soggetti coinvolti, hanno da subito fatto emergere una cultura del risultato, stante la costante necessità di un monitoraggio e di confronto, per quelle specifiche azioni, con i sottoscrittori dell’Accordo.
Inoltre - concludono i sindaci - la costituzione di un tavolo permanente tra i vari soggetti coinvolti nell’esecuzione dei lavori, Comune di Fucecchio, Comune di Cerreto Guidi, Comune di San Miniato, con riunioni a cedenza settimanale, ha permesso di trasferire, veicolare e discutere delle varie problematiche attinenti l’operatività ed il cantiere che pongono ciascuno nella condizione di essere presente, edotto e partecipe a 360 gradi”.