"Una città più attenta e disponibile nei confronti del suo verde pubblico è una città più bella e funzionale". Con queste parole il vice sindaco e assessore all'Ambiente Goffredo Borchi ha presentato nei giorni scorsi il "Progetto Verde Prato", una sorta di piano regolatore del verde nel territorio pratese che comprende centro, quartieri e assi direzionali e che studia il verde esistente da mantenere, le rotonde esistenti da completare e migliorare e le nuove rotonde in progetto per il futuro.
"Per la prima volta - ha dichiarato l'assessore Borchi - si è cercato di fare un inquadramento generale e reale di quello che è il sistema del verde pubblico cittadino, non considerando solo i parchi e i giardini ma anche il verde che si trova ai bordi o nelle mezzerie degli assi di grande viabilità. La nostra città ha ben 4 milioni di metri quadrati di verde pubblico, classificandoci al terzo posto in Italia come capoluogo di provincia. Questo patrimonio deve essere mantenuto e sviluppato - prosegue l'assessore. "Abbiamo dato attenzione negli interventi che si svilupperanno nei prossimi tre anni, per un investimento di circa 4 milioni di euro, a tutto il territorio, non solo al centro della città".
Il progetto prevede il lavoro di progettazione esecutiva di nuove aree da includere nel verde cittadino e la sistemazione delle stesse.
Il sindaco Roberto Cenni ha ribadito l'importanza del rispetto verso l'ambiente fin da piccoli: "L'amministrazione - ha dichiarato - deve essere la prima a dare l'esempio realizzando progetti come questo per creare nuovi spazi e migliorare quelli esistenti, ma spetta alla sensibilità di ogni cittadino saperli mantenere e avere la consapevolezza che il rispetto del verde migliora la qualità della vita".
Anche il presidente della commissione IV sull'ambiente, Emanuele Berselli, ha commentato positivamente la presentazione di questo progetto: "Dalle proposte realistiche degli architetti, emerge la voglia di avere una città più bella, di riappropriarsi di spazi, piccoli e grandi, in cui sarà un piacere fermarsi".