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The waste city: una città-rifiuto?

13 Aprile 2011 - - Comune di Montale

Articolo

Oggi a Montale, a Villa Smilea alle ore 17, conversazione di architettura sostenibile con l'architetto Sergio Los. Perché per abitare gli edifici si spreca più energia che nei trasporti e nella produzione industriale

Il problema maggiore che dobbiamo affrontare per fare architettura sostenibile riguarda la città: nel secolo scorso la popolazione urbana passa dal 10% al 50 % della popolazione globale, un pianeta di cittadini con una società incapace di fare e governare le città.
L’attitudine delle società occidentali (di cultura tendenzialmente nomadica) a realizzare prodotti mobili, le rende poco adatte a produrre quei prodotti immobili che sono città, edifici, campagne, ecc. È incomparabile la differenza fra la qualità estetica e prestazionale dei loro prodotti mobili rispetto a quella dei prodotti immobili, come lo è il ritmo del loro progresso.
Per adeguarlo alla loro cultura nomadica, le società industriali del secolo scorso hanno cercato di trasformare tutto in prodotti mobili: le case in macchine per abitare, le città in parcheggi di villette e condomini, le campagne in agricoltura meccanizzata, ecc., che hanno combinato tutti i disastri che ora dobbiamo riparare.
L’urbanizzazione ha inoltre svuotato territori immensi che, abbandonati dai loro abitanti, sono diventati rifiuti e richiedono di essere riabitati, anche per risolvere i problemi posti dagli ancora attivi flussi migratori. Dobbiamo perciò sviluppare culture stanziali per valorizzare le potenzialità abitative di tali territori, e inventare pratiche economiche innovative per farli ri-abitare.
I prodotti mobili sono beni di consumo, finalizzati primariamente a trasformare le risorse in rifiuti più rapidamente possibile, altrimenti si ferma il ciclo produzione-consumo: per lavorare occorre consumare. Lo spreco di energia per far abitare gli edifici è maggiore che negli altri settori del trasporto e della produzione, ma anche per costruirli vengono sprecate enormi quantità di energia, mentre la produzione di rifiuti da parte del comparto edilizio supera la produzione di quelli industriali e infrastrutturali.
Gli edifici e ciò che contengono (arredi, impianti, ecc.) non sono prodotti per durare, però durano lo stesso, diventando spesso rifiuti e rendendo tali anche i luoghi dove si trovano. Mentre la produzione di prodotti mobili è stata razionalizzata dal mercato e il confronto internazionale impone una radicale riduzione degli sprechi, la produzione dei prodotti immobili, tendenzialmente fuori dal mercato, presenta perdite dovute alla mancata correlazione fra i vari componenti del sistema complesso che li costruisce.
La crescita si alimenta del consenso attivo e passivo di tutti: occorre toglierle quel consenso culturale, pratico, morale che tutti, sia pure con riserva, continuano a darle, magari con l’illusione di poterla cambiare un domani. Occorre invece abbandonarla al suo destino, rifiutarla, imparando a vivere per rendere autosufficienti i territori che essa ha rifiutato.
Verranno presentate alcuni esempi di progetti locali che seguono il modello del ‘riabitare’ i territori, per far comprendere la sua realizzabilità e la sua convenienza.
Info: Urp Comune di Montale, tel. 0573/952229
 


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